ACIDI ALLA FRUTTA NO, SI, NO, SI

ACIDI ALLA FRUTTA NO, SI, NO, Siiiii

CONOSCI GLI ACIDI UTILIZZATI IN COSMETICA?
Che cosa sono?
Che funzioni Svolgono?
Troppo spesso si parla degli acidi in cosmetica in maniera negativa per i loro fattori irritanti.
Ma è veramente così??

Certo che si, se vengono utilizzati ad alte concentrazioni.

Se si utilizzano acidi formulati a basse concentrazioni e con acidità simile all’acido fisiologico della pelle, ecco che allora diventano dei fantastici alleati.

Gli alfa-idrossiacidi, detti anche acidi della frutta, sono considerati veri toccasana per la pelle. Non a caso queste sostanze funzionali cosmetiche sono presenti in una grande quantità di prodotti, come le creme per il viso, i trucchi, i prodotti solari, gli shampoo e le maschere per capelli.

Gli acidi della frutta sono particolarmente apprezzati ed utilizzati perché:

– stimolano il rinnovamento cellulare attraverso la rimozione delle cellule morte della pelle a livello superficiale.

– agiscono con efficacia nel ridonare all’epidermide idratazione, luminosità e freschezza.

È per questo che, sempre più spesso, le molecole degli acidi della frutta sono utilizzate come sostanze funzionali  sia nella prevenzione che a ridurre i segni dell’invecchiamento

Ma per capire meglio la loro funzionalità, dobbiamo partire dalla struttura dell’acqua….

goccia acqua

Molti composti, messi in acqua, si dissociano in ioni. Anche l’acqua può dissociarsi secondo l’equazione:

H20 → H++ OH-

dando uno ione idrogeno e lo ione OH-, chiamato ossidrilione.
Applicando alla reazione di dissociazione dell’acqua, la legge dell’azione delle masse (in una reazione chimica all’equilibrio, il rapporto tra il prodotto delle concentrazioni delle sostanze chimiche prodotte e il prodotto delle concentrazioni delle sostanze chimiche reagenti è costante), abbiamo:

[H+][OH-]= K[H20]

Il secondo membro di questa uguaglianza è costante ed ha valore 10-14
Questa espressione matematica si chiama prodotto ionico dell’acqua.
Nell’acqua pura H+ e OH- sono sempre nello stesso numero e quindi alla stessa concentrazione (10-7).
Il prodotto delle concentrazioni idrogenionica e ossidrilionica è 10-14, non solo nel caso dell’acqua pura, ma sempre.

Infatti, se all’acqua pura aggiungiamo un composto che cede idrogenioni, aumenta la concentrazione degli idrogenioni e diminuisce quella ossidrilioni e viceversa.

Se in una soluzione la concentrazione idrogenionica è uguale a quella ossidrilionica, la soluzione viene definita neutra.
Una soluzione viene definita acida, se contiene più idrogenioni che ossidrilioni. Se invece vi sono meno idrogenioni che ossidrilioni, la soluzione viene definita basica.

Da qui possiamo collegarci al concetto del pH della pelle

Quindi compreso questo, per avere una pelle sempre sana è bene conoscere alcune caratteristiche fondamentali, tra cui c’è certamente anche il pH.

ph della pelle

Il pH, se ne sente parlare molto, soprattutto anche dalle numerose pubblicità di prodotti detergenti, saponi e creme.
In realtà queste due semplici lettere hanno un significato decisamente più ampio e complesso.

Il pH indica il grado di acidità o di basicità di una soluzione.

Quando si analizza il grado di acidità della cute, non è possibile avere un solo valore univoco e valido per tutta la superficie corporea, anzi nel corpo umano, esistono diversi pH:

pH del sangue
pH delle urine
pH della pelle.

Cerchiamo di capire meglio cosa si intende per pH neutro, acido o basico.

L’acidità del pH varia da 1 a 14.

Un pH inferiore a 7 è acido (più è basso, più è acido), mentre sopra a 7 il pH è basico (si dice anche alcalino). Se il pH è invece uguale le a 7, è neutro.

La nostra pelle presenta in superficie un sottile velo di una secrezione grassa, detta secrezione sebacea o sebo, lievemente acida.

Questa secrezione lubrificante rende morbida la pelle e, per la sua acidità, la difende da alcuni tipi di microrganismi.

La pelle, per questa sua secrezione, ha normalmente un pH lievemente acido.

pH della pelle

Quindi il pH cutaneo, in condizioni normali e ottimali, è leggermente acido, e si attesta su valori che oscillano tra 4,2 e 5,6.

Un intervallo piuttosto ampio, che si giustifica con una diversità del pH in base alla zona del corpo a cui si riferisce.

Infatti, i valori del pH cutaneo variano in base alla zona del corpo, dal periodo ormonale, alla fase stagionale e come riportato sopra al livello di sudorazione.

Alla regolazione del pH cutaneo partecipa anche il cosiddetto mantello idrico, dato dal sudore dalle sostanze in esso disciolte (sali minerali, acido lattico, urea, ammonio) e dalla perdita di acqua per il fenomeno della «traspirazione insensibile» (perspiratio insensibilis ovvero un processo fisiologico che consiste nella perdita continua ed impercettibile di piccole quote d’acqua dalla pelle, dalle mucose e dalle vie respiratorie).
Quindi Il pH fisiologico della pelle tende verso l’acidità per una ragione ben precisa: in questo modo riesce ad assolvere al meglio il suo ruolo di difesa della pelle dalla proliferazione di microrganismi pericolosi, agenti patogeni che possono minacciarne la salute, come batteri e funghi.
Un pH della pelle leggermente acido favorisce anche l’attività di enzimi cutanei preposti al rinnovamento ed al mantenimento di alcune componenti cutanee.

Detto questo, sapere cos’è il pH della pelle permette di trattarla in maniera adeguata, evitando così cambiamenti nei valori che costituirebbero una minaccia nella solidità delle difese.

AHA, BHA, PHA

Gli AHA alfa idrossiacidi  i BHA beta idrossiacidi sono categorie di acidi organici che agiscono come esfolianti e antiossidanti.

Gli AHA (che sono solubili in acqua) agiscono solo sullo strato più superficiale della pelle e sono utili per:

• Pelle luminosa
• Uniformare il tono della pelle
• Ridurre l’iperpigmentazione causata dall’acne
• Ridurre le rughe sottili
• idratazione
I BHA (che sono solubili in olio) penetrano più in profondità rimuovendo le cellule morte della pelle che ostruiscono i pori e sono utili per:

• Pulire i pori dallo sporco, dal grasso e dalle cellule morte, in particolare i pori più visibili e intorno alla zona T
• Ridurre le infiammazioni

I PHA poli idrossi acidi (hanno tutte le caratteristiche e le funzionalità specifiche dei primi due). Si tratta di acidi di nuova generazione; di maggiori dimensioni molecolari rispetto ai precedenti, più delicati e privi degli effetti irritanti, osservabili in alcuni tipi di pelle dopo l’applicazione degli alfa-idrossiacidi. Il loro nome origina dall’avere più gruppi ossidrile (-OH) che conferiscono una maggiore capacità di legare acqua e, quindi, una maggiore idratazione.

Ecco ora la lista degli acidi AHA (acidi alfa idrossidi)e BHA (acidi beta idrossidi) PHA (poli-idrossiacidi) più conosciuti che ogni estetista professionista dovrebbe considerare.

AHA acidi alfa idrossidi

acidi della frutta

 

Acido glicolico: canna e barbabietola da zucchero, uva acerba

Acido lattico: latte fermentato, mirtilli, ananas

Acido tartarico: uva

Acido citrico: agrumi

Acido malico: mele, fragole, papaya

Acido mandelico: mandorle amare

Acido glicolico: canna da zucchero, barbabietola, uva

BHA acidi beta idrossidi

corteccia salice piangente

Acido salicilico: corteccia del salice

PHA
Gluconolattone (Inci: Gluconolactone)
Acido lactobionico (Inci: Lactobionic Aid)

Come utilizzare gli acidi?

Per ogni tipologia di acido è bene non iniziare da subito con l’utilizzo di quelli ad alte concentrazioni; è importante iniziare a far si che la pelle si abitui iniziando con basse concentrazioni.

La frequenza deve iniziare con un lasso di tempo ampio (es. una volta ogni 15 gg. ) fino a trattamenti anche giornalieri in base alla tolleranza della pelle.

Questa frequenza di trattamento, valida in generale per pelli giovani, dev’essere ridotta sopra i 40 anni, perché dopo questa età il ricambio cellulare inizia a rallentare (trattamenti troppo ravvicinati non darebbero alla pelle il tempo necessario per ricostituire le sue difese, rendendola più suscettibile alle aggressioni esterne).

Gli acidi vanno scelti in base  alla tipologia della pelle e al problema che si vuole risolvere.

L’acido lattico è quello con la molecola più grande e quindi irrita di meno.

L’acido salicilico: è un acido molto delicato, adatto alle pelli grasse ma tollerato bene da qualsiasi tipo di pelle.
IMPORTANTE: Il consiglio di utilizzare protezioni solari è dovuto al fatto che gli alfa-idrossiacidi rendono la pelle più sensibile al sole e quindi più predisposta alle ustioni. In definitiva se da un lato gli idrossiacidi possono essere considerati ingredienti cosmetici versatili, dall’altro è bene che essi, in particolare modo gli AHA, vengano utilizzati con cautela ed è quindi consigliabile utilizzarli la sera e mettere sempre un crema solare a schermo totale.
Questi prodotti è bene utilizzarli in autunno e in inverno.
Devono essere applicati su pelle perfettamente pulita.
Affidarsi a Estetiste Professioniste in grado di consigliere con le giuste competenze.
Gli acidi non devono essere utilizzati in gravidanza, infezioni virali, ferite cicatrizzate recentemente.
Quando superano determinate concentrazioni devono essere utilizzati esclusivamente da personale medico.

Una novità in cosmetica è L’Acido Alguronico.

La scoperta riguarda nuovi bioattivi ricavati dalle alghe, coltivate anche con nuovi sistemi di alga-coltura per tutelare l’ambiente. Nuovi bioattivi da alghe a da microalghe, di recente scoperta, hanno dimostrato di essere efficaci nel proteggere le cellule della pelle dai danni indotti dal sole e nel ripristinare l’elasticità della pelle, un olio protettivo ricavato dalle alghe o i polisaccaridi estratti da microalghe unicellulari rosse, come il Porphyridium sp. , o dal Cyanidium caldarium che cresce nei laghi caldi acidi.
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